Quintodecimo

Quintodecimo nasce nel 2001 in Irpina, precisamente a Mirabella Eclano per desiderio del Professore Luigi Moio e di sua moglie Laura. Su Luigi Moio ci sarebbe davvero da dilungarsi tanto dato che, per meriti, viene considerato tra i personaggi di spicco dell’enologia internazionale.
Figlio d’arte, nasce letteralmente nel vino. Il suo papà, infatti, è Michele Moio, patron delle Cantine MOIO. Avendo sempre avuto una naturale inclinazione per lo studio era inevitabile che si focalizzasse sugli studi enologici. Dopo la laurea in Scienze Agrarie ad Avellino e un dottorato di ricerca in Scienze e Tecnologie Alimentari, si è specializzato al Laboratorio di ricerca degli aromi dell’Institut National de La Recherches Agronomique di Dijon, in Borgogna, dove ha lavorato per 4 anni. Rientrato in Italia nel ‘94, dopo la parentesi in Francia, inizia l’applicazione sul campo dei suoi studi, collaborando alla realizzazione dei vini di tante aziende vinicole del suo territorio, tra i primi sicuramente Caggiano.
Nominato nel 1998 esperto scientifico dal Ministero delle Politiche Agricole e presidente della commissione Enologia dell’OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin) con sede a Parigi. Ad oggi è professore ordinario di Enologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Da più di 25 anni si occupa degli aspetti sensoriali, biochimici e tecnologici dell’aroma del vino; prestando particolare attenzione agli aspetti tecnologici di base rivolti ad esaltare e preservare l’originalità varietale del vino. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. I suoi studi hanno contribuito in maniera determinante al recupero ed alla valorizzazione di numerosi vitigni autoctoni del Mezzogiorno. A novembre del 2016 pubblica per Mondadori il libro Il Respiro del Vino. Un saggio di divulgazione scientifica sul profumo del vino che, ad un anno dall’uscita, è giunto alla settima edizione. E’ quindi facilmente intuibile che Quintodecimo per Luigi Moio è il coronamento di un percorso di vita dedicato al vino, che gli permette di anno in anno di perfezionare e mettere in pratica le sue ricerche. Ne derivano vini stilisticamente unici, che parlano dell’Irpinia come non era stato ancora fatto.
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